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LA BIOTERMOREGOLAZIONE

Il corpo umano è una macchina efficiente solo quando la temperatura interna è intorno ai 36-37°c.  Ma se fa troppo caldo o troppo freddo oppure se l’aria è troppo umida o troppo secca, il bilancio tra calore prodotto e quello disperso non si chiuderebbe alla pari cosicché la temperatura corporea si allontanerebbe dai valori ottimali. Questo per fortuna non avviene, perché entra prontamente in azione, in questi casi, il sistema di termoregolazione, adottando adeguate contromisure – allo scopo di mantenere la temperatura costantemente in quella ristretta fascia ottimale – come sudorazione, dilatazione o costrizione dei vasi sanguigni. Ma l’uomo è in balia delle condizioni ambientali in cui vive ed è sufficiente a volte una minima variazione di qualche fattore atmosferico per avvertire sensazioni più o meno accentuate di disagio o di benessere. Esistono, è vero, valori ottimali delle variabili ambientali in presenza dei quali al nostro organismo non è richiesto alcuno sforzo di adattamento. Sono queste le condizioni che ci procurano tranquillità e appagamento interiore. Se uno o più elementi dell’atmosfera si discostano troppo dalla fascia ottimale o subiscono sbalzi troppo bruschi, sono in molti ad accusare una fastidiosa sensazione di generale malessere, accompagnato da spossatezza, svogliatezza, e, talvolta, anche da disagio psichico.

Rapporto tra umidità-temperatura-ventilazione

I normali processi di termoregolazione agiscono cercando di mantenere il più costante possibile la temperatura dell'ambiente rispetto ad un set-point preimpostato nel sistema. Questa regolazione può essere fine o grossolana ( tralasciamo volutamente l'analisi del sistema di acquisizione delle temperature  considerandoli ottimali) ma il risultato migliore che può generare è una temperatura dell'ambiente uguale a quella impostata. 

Valori limite oltre i quali si avverte il caldo umido.

Questa tabella indica chiaramente come varia la percezione della temperatura in funzione dell'umidità dimostrando quanto sia INEFFICIENTE la termoregolazione classica che utilizza un metodo logico  non corretto nei processi di regolazione.

Considerando dunque le 3 variabili in gioco, TEMPERATURA, UMIDITA' e PRESSIONE ATMOSFERICA si può lavorare su algoritmi molto più efficienti che abbiano come obbiettivo della regolazione il raggiungimento di un PUNTO DI COMFORT . 


Nasce dunque il concetto di BIOTERMOREGOLAZIONE

 

In un ambiente civile (domestico o lavorativo) l'analisi delle tre variabili in gioco permette di fornire un CONFORT ABITATIVO ottimale garantendo anche il raggiungimento della massima efficienza energetica. I tre fattori presi in considerazione permettono di modulare il sistema in modo da ottenere il massimo risultato con il minor consumo possibile garantendo il risparmio energetico senza compromessi sul comfort abitativo.   

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